sabato 10 novembre 2012

FOOTBALL & GNOCCO

         

GNOCCO
nel DOPOPARTITA



   “Nel 1985 mi avvicinai per la prima volta al mondo del calcio professionista. A quel tempo la moda del momento era cercare di irreggimentare l’alimentazione dei giocatori, in modo scientifico, noi medici facemmo corsi per acquisire queste nozioni, e in quelle occasioni conobbi anche Marcello Lippi. Il giocatore Sauro Frutti, capocannoniere e autentico talento, si cibava prima della partita, esclusivamente di pollo. La squadra era a dieta tutta la settimana, regole rigide per garantire il massimo delle prestazioni, ma nel dopo partita soprattutto al termine dell’amichevole del giovedì, quasi sempre contro piccole squadre di provincia: Gnocco a balus. Tutti a tavola: la squadra, gli accompagnatori, i simpatizzanti della squadra avversaria, e Gnocco, Gnocco, Gnocco ! Oggi sarebbe impensabile, dopo la partita e dopo la doccia … tutti a casa!”

      Claudio Gavioli, ex medico Modena Calcio,
      alla Confraternita del Gnocco d’Oro

venerdì 9 novembre 2012

SORRISI CANZONI & GNOCCO

IL GNOCCO
è CASA,
il GNOCCO
è MEMORIA
di Daniele Soragni,
giornalista di Sorrisi e Canzoni



“Il gnocco fritto ce lo veniva a fare a casa l’infermiera dello studio medico del babbo (non l’ho mai chiamato papà) che allora curava i bambini in via Farini 20. Si chiamava Carla Strucchi, veniva almeno un pomeriggio al mese, il mercoledì perché quel giorno il prof. Erio Soragni visitava a Sassuolo. La Carla faceva la pastella in tinello (allora la sala da pranzo di tutti i giorni si chiamava così) con noi bambini, io Oliviero e mia sorella Simona, intorno al tavolo a guardare e dare fastidio finchè non ci davano una pallina di impasto che martirizzavamo fra le mani fino a farla diventare nera. Quando il babbo rientrava la Carla cominciava a friggere, estate o inverno, con la finestra aperta, ma quel meraviglioso odore di fritto restava fino al mattino dopo. Quando la Carla diventò vecchia andavamo noi a casa sua. Abitava al primo piano in Ciro Menotti prima del cavalcavia della Crocetta e si sentiva il meraviglioso odore del fritto ben prima di arrivare. Mamma portava gli affettati, i formaggi e il lambrusco che solo il papà non beveva perché nonostante avesse fatto la guerra con gli alpini era astemio. Si tornava a casa con le fette di gnocco rimaste avvolte nella carta gialla che usavano i macellai, pronte per essere inzuppate nel caffelatte la mattina dopo. Un anno di fronte a casa della Carla, che ormai non c’era più, hanno aperto un ristorante cinese e nell’aria è tornato l’odore del fritto, ma che differenza con quello di allora! Che strano come stessi, per definizione, odori possano essere così diversi se è il cuore a sentirli”.

mercoledì 7 novembre 2012

Chi frigge il gnocco (buono) ?



UDITE UDITE UDITE


Cavalieri sguinzagliati in questi giorni
e fino alla fine di dicembre
per esaminare i nuovi ingressi,
rilievare qualità e professionalità,
e sopratutto assaggiare il gnocco, 
perfezionando la mappa dei ristoranti, e dei bar che friggono a Modena,
in Italia e nel mondo.
Inviateci senza timore le vostre segnalazioni
(negative e positive),
saranno utilissime per arrivare su tutto il territorio,
è sufficiente il nome del locale, la località e le vostre impressioni.

Grazie !

i Cavalieri della Confraternita del Gnocco d'Oro

lunedì 5 novembre 2012

il GNOCCO di Ligabue e Gene Gnocchi

ROCK, COMICITA’ e … GNOCCO

nulla da fare ...
 davanti al gnocco appena fritto 
famosi cantanti rock e comici noti
costretti a capitolare



Star dal tutto esaurito come Luciano Liga Ligabue ed esilaranti comici come Gene Gnocchi, entrambi emiliani Doc, non si privano di un buon gnocchino fritto dopo la partitella …


 “Una di queste squadre a cui mi aggregavo si chiamava I Deficienti, c’era anche Gene Gnocchi, era divertente perché senza prendersi troppo sul serio si giocava a pallone per il gusto di giocare, di frequentarsi, e si finiva regolarmente con una gnoccata, nel senso proprio di gnocco e lambro…”
Luciano Ligabue in
Una vita da Mediano di Riccardo Bertoncelli, 1999.

Alla confraternita del Gnocco d'Oro Artestampa 2011

domenica 4 novembre 2012

La CLERICI & il GNOCCO

Antonella Clerici :
"a Modena bisogna viverci"



La celebre conduttrice Antonella Clerici, è affezionata a Modena dove viene da parecchi anni, invitata in occasione di importanti eventi. In diverse occasioni ha provato la nostra cucina che sembra piacerle e che in più di una circostanza ha citato nel corso dei suoi programmi di cucina sulle reti Rai.

“Venne a Modena Antonella Clerici per la presentazione della sfilata delle Spose di Giò, memorabile passerella di abiti da sposa inserita nel contesto di Serate Estensi, l'appuntamento è per le h 12 al Bar dell'orologio ed il grande Luca, le prepara un aperitivo speciale Blu Curacao, è tutto rosa e sopra due gocce blu, come gli occhi magici di Antonella, un composto di succo di papaia ed ananas, ! Il tutto condito con un minuscolo gnocchino. Mentre gustava il suo aperitivo sprizzava gioia e guardandomi mi disse: a Modena bisogna viverci”.
Maria Carafoli, event manager, alla Confraternita del Gnocco d’Oro, 2010.

sabato 3 novembre 2012

Gnocco & Ottocento

Il GNOCCO FRITTO
dell’Ottocento


Il "Ricettario dei Conti Valdrighi" è un compendio domestico modenese del 1849 con oltre mille ricette di gastronomia, di medicina popolare e di manutenzione della casa, prevalentemente raccolte nell’Ottocento dalla madre del conte, Carlotta de La Tour, che poi venne donato nel 1890 dal Conte Luigi Francesco alla Biblioteca Estense e rieditato nel 2009 a cura dello scrittore Gabriele Ronzoni, dalla casa editrice Il Fiorino. Un inesauribile fonte di ricette di ogni ordine e grado che affronta tutte le necessità di un grande casato. Tutta la gastronomia dei territori modenesi dell’epoca viene menzionata, non poteva mancare il gnocco fritto, sgombrando il campo da chi lo pensava cibo dedito esclusivamente al basso ceto, ecco la preziosa ricetta, dove curiosamente fa la sua comparsa il burro:

“Gnocco modenese:
7 centesimi di lievito,
6 libbre di fiore di farina,
8 oncie di burro,
8 oncie di strutto,
1 ½ libbra di grasoli,
2 oncie di sale”.


Confraternita del Gnocco d'Oro Artestampa 2011

giovedì 1 novembre 2012

Il Gnocco della Zanicchi


IVA ZANICCHI

L’aquila di Ligonchio, come veniva soprannominata quando all’apice della carriera furoreggiava al Festival di San Remo, è emiliana purosangue. Cresciuta nelle montagne di Reggio Emilia a gnocco fritto e prosciutto, ne ricorda la ricetta di famiglia.

  
“Il gnocco fritto, è una ricetta semplice, se vogliamo banale ma gustosa, in Emilia si fa in tutte le famiglie. Ci vogliono un chilo di farina, mezzo litro di latte, due cucchiai d’olio, sale quanto basta. E’ importantissimo usare l’acqua minerale frizzante a temperatura ambiente, per far gonfiare bene lo gnocco. Poi una dose di lievito, e si impasta molto bene. Il segreto è lasciar lievitare l’impasto per almeno due ore, coperto da un panno perché rimanga ben caldo. Poi si tira con il mattarello, si fanno dei triangoli di circa un centimetro (non devono essere né troppo sottili, né troppo alti, eh mi raccomando!) Si fa cuocere, lo si asciuga con la carta da cucina e si mangia o con lo squacquerone o con il prosciutto. E’ gustosissimo! Ah, l’olio in cui si frigge deve essere bol-len-te e buono possibilmente! E’ una ricetta semplice ma appetitosa.”