domenica 10 novembre 2013

GNOCCO IN COLLINA rito a cui non si rinuncia

GNOCCO FRITTO, LAMBRUSCO & COLLINE MODENESI
di Luca Bonacini





Dal confine con la Toscana a quello con la Lombardia, dal reggiano al bolognese, il territorio modenese è un’ enorme padella di strutto ben caldo che frigge ogni giorno. Oltre cento bar, e circa duecento tra trattorie e ristoranti, immettono quotidianamente nell’atmosfera quel seducente profumino, distribuendo l’irresistibile pietanza. Si frigge un po’ dappertutto anche nei dintorni di Castelvetro, il turismo eno gastronomico ogni anno riversa in questi luoghi magici migliaia di turisti, che possono bearsi di un panorama raro, ritemprarsi con aria frizzante, conoscere la buona cucina modenese, imprimendo nella memoria ben bene, i sapori di questo territorio amato da Enzo Ferrari e da Luciano Pavarotti. Luoghi di grande suggestione, lambiti ad est dal fiume Panaro e ad ovest dai torrenti Tiepido e Guerro, all’interno ci sono colli, declivi, frutteti e ampi spazi coltivati a vigneti, piccoli e preziosi borghi medievali, e tanti ristorantini, alcuni dove vale veramente la pena di recarsi, per il livello qualitativo, e per l’amichevole accoglienza. Il Gnocco regna indisturbato sovrano in tutti i contesti conviviali possibili e immaginabili, e dopo un certo snobismo nel quale era stato relegato per quasi un decennio, ha ripreso il sopravvento prepotentemente e ora, incurante della concorrenza di sushi e sashimi, di nuovo accompagna gli aperitivi con la A maiuscola, e le cene tradizionali che si rispettino, sia per festeggiare con amici e la famiglia, che per accogliere come si deve chi viene a Modena da fuori, anche e soprattutto per la cucina. 



Si frigge senza incertezze da queste parti, e ogni scusa è buona, una sagra, una festa dell’Unità, una manifestazione  sportiva, momenti di sincera condivisione per stare insieme in allegria, come accadrà oggi pomeriggio per il San Martino della Cantina Settecani, dove poter assaggiare Gnocco e vino nuovo. Tra le mie mete preferite di quei dintorni c’è il Gnocco di Cesare a Spilamberto; quello della Campagnola a Vignola;  c’è il  Gnocco di Zoello, amato anche da Bartali, servito nella sala ristorante, ma anche al bar adiacente per uno spuntino veloce; c’è quello del Divin Leone di Levizzano, preparato alla maniera ligure; c’è quello detto dei frati, al ristorante Il Colle a Puianello; c’è il Gnocco delle mie “baracche” giovanili da Zanichelli a Torre Maina, e alla Siberia da Tonozzi poco più in là. Un cibo che mette d’accordo tutti, a patto che sia cucinato con cura, nel rispetto della tradizione, e fritto senza se e senza ma con lo strutto bollente, ma anche e soprattutto con un po’ d’amore.

Nessun commento:

Posta un commento